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Concorso di Poesia Alicante
29.ma Edizione

Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2012
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Risultati

Risultati XXIx Edizione Del Premio Di Poesia “Alicante”

Verbale della Giuria.
Oggi 28 giugno 2012, nella sede della Biblioteca intercomunale di Vigolo Vattaro, si è riunita la Giuria del Premio di Poesia “Alicante”, organizzato dal Comune di Vigolo Vattaro.
Erano presenti i componenti della Giuria: Renzo Francescotti (presidente), Giovanni Benaglio (Verona), Mario Meneghini (Vicenza), Lilia Slomp Ferrari ( Trento), Umberto Zanetti ( Bergamo).
Nelle settimane precedenti i componenti della Giuria avevano potuto singolarmente analizzare i testi poetici di 206 concorrenti provenienti da 62 province, ognuno con tre poesie. Complessivamente quindi un imponente materiale di oltre 600 testi in versi.
Dopo un intenso confronto, all’unanimità la Giuria ha redatto la classifica dei tre poeti premiati e dei cinque segnalati.


Segnalati in ordine alfabetico

  • Giorgio Baro di Torino per la poesia Impressioni a La Verna
  • Bruno Centomo di Santorso (Vicenza) per la poesia Semplicemente parole in sequenza
  • Laura Moser di Martignano (Trento) per la poesia I poeti
  • Nerina Poggese di Cerro Veronese (Verona) per la poesia Nulla ebbe
  • respiro
  • Mayoor Lucio Tosi di Milano per la poesia Area C


Premiati

  • III Premio a Domenico Modafferi di Reggio Calabria per la poesia Omar. Motivazione: «Una lirica non deve “trattare di”: il poeta non è un saggista. Così in questo testo poetico estremamente sintetico, contenuto in dieci versi il poeta tocca il tema della diversità dello straniero venuto a stare tra di noi, uno che vive coi topi e “cammina a ritmo di polio”. Innumerevoli potrebbero essere le domande che scaturiscono dal confronto tra il noi e il loro. Ma l’autore dei versi se ne fa una sola: “Io mi dico di cosa tu, / e non io, sai riempire il cielo.” »
  • II Premio a Rosanna Spina di Venturina (Livorno) per la poesia Parole di seta. Motivazione: «Con una lirica che non concede niente agli effetti spettacolari, contenuta e pudica, l’autrice mette a confronto due immagini di donna, simboleggiate nella veste di seta nera e di seta bianca : la prima che aveva giurato a se stessa che avrebbe imparato la forza del perdono ( ma che evidentemente non v’è riuscita); la seconda che “si china col viso dolce di meraviglia, le mani sul grembo, custode di vita”».
  • I Premio a Roberto Borghetti di Ancona per la poesia Poco prima di sopravvivere. Motivazione: «L’angoscia del quotidiano, con tutti i suoi riti fatti di gesti imprecisi, funebri, con “la radio che stranamente annuncia vita”, in percorsi che sfiorano i campi minati per ritrovarsi la sera a passare in rassegna “i sobbalzi dello spread / e la saggezza dell’assassino più in voga” sono la materia indagata da questa sconsolata ma eccezionalmente efficace poesia».


I componenti della Giuria si congratulano con il Comune e la Biblioteca di Vigolo Vattaro per l’organizzazione di questo premio di poesia “Alicante” divenuto negli anni il più importante, il più storico della regione e – a detta di tutti – uno dei più bei concorsi di poesia del Triveneto.
Il prossimo anno saremo arrivati alla trentesima edizione: una gran bella soddisfazione, una grande festa per tutti.


Renzo Francescotti – Presidente
Giovanni Benaglio (VR)
Mario Meneghini (VI)
Luisa Slomp Ferrari (TN)
Umberto Zanetti (BG)

Opere vincitrici

Roberto Borghetti
1° classificato, 2012


Poco prima di sopravvivere


Le chiavi sotto lo zerbino
alle sei della mattina arriva l’albanese.
Mette ordine, scarica i bidoni della differenziata
anche l’umido se passano solo di sabato.
Forse inattese le ultime ombre degli indignati
ma io non dormo più
pantofolo sopra pavimenti già tirati a lucido
lei sorride, gli occhi appena sbarcata dopo l’esodo.
Cerco una posa nel caffè,
i miei gesti imprecisi
e la radio stranamente annuncia vita:
ingorghi alla barriera d’Arcoveggio.
So della fine del mondo come della sveglia
che suona quando già sono fuori casa,
mi allarma solo la mia presenza:
prima o poi anche io cadrò in prescrizione.
Seguo le planimetrie del campo minato
per non restarmene inesploso, al solito stasera
da reduce passerò in rassegna i sobbalzi dello spread
e la saggezza dell’assassino più in voga.



Rosanna Spina
2° classificato, 2012


Parole di seta


Donna nell’ombra di seta nera – nasconde al sole gocce di brina.
Va via di spalle
cammina tra i gigli – tormenta uno stelo, spiegazza una foglia,
respira l’affanno di curve in salita –
ricorda che un giorno
giurava a se stessa
che avrebbe imparato
la forza e il perdono.


Donna di seta bianca si china – col viso dolce di meraviglia
le mani sul grembo – custode di vita –
pronuncia il suo nome, siede alla riva
conta le gocce, accarezza la spuma,
socchiude gli occhi –
trema e respira



Domenico Modafferi
3° classificato, 2012

Omar


Omar, che la pioggia ti bagna
la pelle, più scura di sole
che di terra, ed è la polvere
i cuscini e il vento serale
una voce, vivi coi topi
e cammini a ritmo di polio.
Io mi dico di cosa tu,
e non io, sai riempire il cielo.
Ma non importa: ti do l’euro
e me ne vado anch’io, nella pioggia.



Giorgio Baro
Segnalato, 2012

Impressioni a La Verna


L’eremo spoglio s’erge sovrano
sopra uno scoglio groviglio
di forre; più cupo nel bosco
procede il passo, l’orma del lupo
scansa la traccia.
Tra le mura l’angoscia scolora,
la paura lenta dissolve; nuova
ristora una segreta dolcezza
che al pari d’una carezza sfiora
le palpebre chiuse.
Né di potere né d’umana ragione
l’attenzione discorre; la cella
discreta custode muta leggera
l’ardore in versi di lode e freme
di mistica attesa.


Il frate accoglie, scioglie le pene
se dannate stringono l’anima;
indugia il saio, sottile nel buio
rifugia il senso della preghiera
e conforta la veglia.
Delle torbide scienze rigetta
il sapere; già le roride guance
confessano stolte premure
nell’orgoglio a volte taciuto
dietro se stessi.


Stupito di altri silenzi il silenzio
pieno respira.



Bruno Centomo
Segnalato, 2012

Semplicemente parole in sequenza


Le mie parole lascio in sequenza per stordire,
nelle fessure per riparare, intatte adagiarsi
come spiccioli da smarrire nelle tasche bucate.
Assieme ai ritagli incerti di giornale e scontrini
che indirizzi e numeri di telefono imbrattano
senza più concedere d’abbinarvi un nome.
Un viso da rimpiangere. Un sorriso da svelare.


La terra ha rose da nascondere, passi da camuffare
che spiegazzate ignare rime sporcano
sulle liste per la spesa, i racconti dell’orrore,
i biglietti ferroviari senza destinazione.


Sopra il treno pigramente scivolano via volti
che non torneranno, nomi presto dimenticati,
sacchi di zolle e talee di fiori feriti
che si tenterà trapiantare dove i sassi
si confondono sotto le luci che rischiarano
le scale dissestate per il Paradiso




Laura Moser
Segnalato, 2012

I poeti


Hanno lenti d’ingrandimento
alquanto potenti i poeti
e baionette su lucida carta.
Prendo da loro cuoio di concia
per stivali di lungo passo
e geometrie di segni
per quotidianità in scontro.
Quando non li capisco
li appoggio ad un balcone – cotogne a maturare-
spio il profumo che cresce.
E sto – pulce analfabeta –
sulla pelle di qualcuno
se la miopia della mia anima
mi regala smemoratezze salvifiche.



Nerina Poggese
Segnalato, 2012

Nulla ebbe respiro


Strette di mano
non da la vita,
riottosa scivola via
indicando fallaci orizzonti,
abile falsaria propina sogni
dalla filigrana slabbrata.
Ho creduto alle sue profezie,
ai solchi sulla pelle
che il destino mi diede,
ma nulla ebbe respiro.
Bruciò la carne
per mille desideri,
poi greve la sera
calò su di essi.
Sazia di dolore e silenzi
nulla attesi per le restanti lune
e qualche briciola di stella
pietosa, si accovacciò nel mio palmo.



Mayoor Lucio Tosi
Segnalato, 2012

Area C

Una città che fa scivolare l’acqua per i platani
fin dentro i polmoni come inchiostro.
La notte fradicia, le cose vere senza colore.


Come stai?
Ero sola. Laggiù i semafori, qua parcheggiate le auto.
Avevo pensieri, qualcuno parlava e parlava.
Il cuore in affanno.


Le guance dentro la fotografia, di velluto.
La città di grafite. Il cuore dentro la notte fradicia
spenta, sul lettino. Un lenzuolino. Altrove.


Qui le auto, le ombre che balzano sui platani.
Tu come stai che la città è morta non si sa per quale
spavento.


In centro hanno messo un pendolo. Uno di sinistra
dopo l’altro di destra. Quasi la stessa faccia.
Di grafite e lenzuolino.


Il morto ha le dita conficcate nel suolo freddo.
Qualcuno gli passa con la bicicletta sulla faccia.


Laggiù i semafori. La città di grafite, le ombre.
Via gli occhiali due spari.


Qualcuno si è perso nell’inchiostro che l’avrebbe
tenuto sveglio. Dentro è una pensilina alle tre di notte
dall’altra parte della piazza. L’insegna.


Che la città è morta. Un cappio di binari sul collo.
Parlava e parlava, ma ora è di mummia
la faccia deserta.


Il cuore in affanno. Senza colore i platani e le ombre
che balzano sul pendolo. Quasi la stessa faccia
conficcata nel suolo.


Ma tu mi rapirai nella città spenta?
L’ho visto nella fotografia. Il colore dentro le cose.
Altrove un lenzuolino, un bicchiere di vino.


Poi, che muoia pure.


Risultati di tutte le edizioni del concorso:
Concorso di Poesia Alicante XXXV Edizione
Concorso di Poesia Alicante XXXII Edizione
Concorso di Poesia Alicante XXXI Edizione
Concorso di Poesia Alicante XXX Edizione
Concorso di Poesia Alicante 29.ma Edizione
Concorso di Poesia Alicante 28.ma Edizione
Concorso di Poesia Alicante 27.ma Edizione
Concorso di Poesia Alicante 26 ^ Edizione
 
 
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